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L'ARTE PER NOI

-ARTE E CASA DEL SOLE--
è un binomio significativo nella storia della Casa del Sole.

MOSTRA ALLA CASA DEL MANTEGNA "L'OLTRAGGIO E LA RAGIONE"

L’OLTRAGGIO E LA RAGIONE
ROMEO GUAITA
Dall’inizio degli anni ’70 varcando la soglia del 2000
A cura di Eristeo Banali
 
Mantova Casa del Mantenga
21 marzo - 17 maggio 2009
Inaugurazione
Venerdì 20 marzo ore 17,30
Orari: tutti i giorni 10-13 / 15-18
Chiuso il lunedì
La mostra è prodotta in collaborazione tra Provincia di Mantova, Comune di Mantova e Fondazione Banca Agricola Mantovana.
L’artista Romeo Guata in una delle sue ultime conversazioni con Gianluigi Troletti, espresse all’amico il desiderio di mettere a disposizione i suoi lavori per un aiuto a chi si trova nel bisogno. In particolare il suo pensiero andò alla Casa del Sole di San Silvestro.
L’idea è stata sviluppata combinando la generosità dell’artista con un’azione volta alla studio, alla conoscenza, alla presentazione e alla divulgazione della sua intensa attività.
La mostra ordina l’attività pittorica di Romeo Guaita, accennando anche alle iniziali esperienza di scultore (1), partendo dagli anni ‘70 quando guarda alle “… soluzioni formali di Renato Birolli, un maestro della pittura italiana, già membro di gruppi e
avanguardie come “Corrente”, “ Fronte nuovo delle arti”, “Gruppo degli otto”, ecc. del primo dopoguerra”(2). In questo periodo importanti sono le sintonie con artisti quali appunto, oltre a Birolli, Afro Basaldella, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Mattia Moreni e Giulio Turcato.
In questo periodo, a Roma, conosce anche Ugo Sissa e Nene Nodari, due artisti mantovani con i quali condivide le iniziali architetture compositive e che ritroverà, presenze importanti, nell’ambiente artistico virgiliano.
I temi trattati in questi anni, sviluppati come composizioni astratte, sono Paesaggi, Paesaggi del Sud, Marine, Composizioni cromatiche; in questo periodo Guaita, da un cromatismo intenso e strutturato compositivamente, inizia un processo di rarefazione che interessa sia il colore che la materia: Rapsodie dei bianchi in espansione (3). In mostra questi “caratteri” sono leggibili con organica evidenza.
Di questa fase, nel 1978, Mario Cattafesta scrive di un percorso “… fatto seguendo un suo itinerario, dapprima di post-cubismo, poi di rarefazione dell’immagine, poi di tela bianca, poi di recupero del colore, infine di riproposte di sensazioni passate, di fuga nel tempo. Nella sua storia c’è un po’ di informale mistico (Rothko), di informale freddo (Reinhardt); c’è Birolli, c’è Hartung. Ma provate a guardare un’opera di Guaita: è inconfondibilmente sua ed è carica di suggestione.” (4)
 
Con l’approssimarsi degli anni ’80 Romeo Guaita sembra rafforzare l’esigenza di legare la sua spazialità, il suo cromatismo, le sue geometrie improbabili, in una parola il suo fraseggio espressivo, ad una realtà concettualmente tangibile, una realtà ricercata oltre il processo visuale: il Kaos, la Prigione, le Divise, le Trasparenze berlinesi, Berlin, il Muro, la Rosa, l’Ultima rosa, la Strada del vino, le Coppe, il Sigillo, le Lettera ad un amico, le Lettere dal cielo, Caro amico ti scrivo, gli Aquiloni. È la stagione dei temi.
Sono questi gli argomenti che di volta in volta diventano pretesto per stabilire la soglia da varcare, oltre la quale l’espressività di Guaita indaga liberamente gli orizzonti, i piani, le profondità del suo rapportarsi al mondo che lo interessa, alla ricerca e alle scelte grammaticali che strutturano la prosa della sua narrazione pittorica.
In questa Odissea i lavori di Guaita testimoniano l’impervio navigare confermando che l’arte partecipa gli avvenimenti del mondo anticipandone il sentire.
Romeo Guaita vive la sua dimensione esistenziale nel pulsare contrastato delle sue emozioni a volte struggenti a volte lievi, con rabbia o con dolcezza, con amore con odio, con allegria o con tristezza, con gioia con dolore, con apprensione o con serenità, con stupore con sufficienza.
Sulla tela, il lamierino schiacciato, il lembo di tessuto, la pasta d’intonaco, i pezzi di giornale, le carte, le veline, le scritte, i graffiti, gli strappi, le lacerazioni, i tagli, le jute, le buste, le trame, le combustioni, gli spessori, i filamenti, i cordini, gli aquiloni, sono i segni tangibili ancorati a significati certi. Significati a volte rassicuranti e a volte angoscianti, che diventano pretesto pregnante e provocante pensiero nelle composizioni risolte con l’addensarsi della materia sulla tela o per campiture ampie e solari, con cromatismi forti e corposi o tendenti al chiaro, fino al bianco, con un segno, un disegno strutturante o con grafie leggere quasi a negarsi.
L’opera presentata testimonia la ricchezza, la complessità e la passione di un lavoro colto e raffinato che l’artista ha condotto con intransigente coerenza nel trentennio che ha concluso il secolo ventesimo affacciandosi al nuovo millennio.
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10-13 e dalle 15-18. Rimarrà chiusa il lunedì
Il costo dell’ingresso alla mostra è di 2,00 €
La mostra sarà accompagnata da una monografia di 224 pagine, curata da Eristeo Banali, con oltre duecento opere riprodotte a colori. I testi di presentazione e critici sono di Eristeo Banali, William Xerra, Gabriele Albanesi e Renzo Margonari. La pubblicazione sarà posta in vendita in mostra e il ricavato sarà devoluto alla Casa del Sole.
Il costo della pubblicazione è di 25,00 €
 
La sera del 3 aprile alle ore 21,00, alla Casa del Mantegna, si terrà una conversazione sulla pittura di Romeo Guaita prendendo a riferimento La strada del vino, un tema che l’artista sviluppò dopo un soggiorno a Ziano Piacentino, a casa dell’amico William Xerra. Parleranno William Xerra e Xerra e Gabriele Albanesi.
Nell’occasione a coloro che interverranno sarà data la possibilità di gustare alcuni pregiati vini di Mantova e Piacenza, appunto i vini de La strada del vino, anzi de Le strade del vino.
La serata è ad ingresso libero
 
Il 24 aprile, alle ore 21,00, si terrà una conversazione sulla pittura di Romeo Guaita prendendo a riferimento Berlin Il muro. Un tema che l’artista sviluppò dopo aver vissuto da vicino il grande evento storico. Parleranno Eristeo Banali e Renzo Margonari.
Per l’occasione, vista la ricorrenza dei vent’anni (9 novembre 1989) dalla caduta del Muro di Berlino, ricordando Mstslav Rostrapovic che l’11 novembre 1989, nel famoso concerto improvvisato, suonò alcune suites di Johann Sebastian Bach, la violoncellista mantovana Miriam Prandi riproporrà alcune suites di Johann Sebastian Bach nel cortile circolare della Casa del Mantenga.
La serata è ad ingresso libero
 
Al pomeriggio di sabato 9 maggio, alle ore 17,30, verranno poste all’asta le opere messe a disposizione della famiglia Guaita, secondo il desiderio dell’artista, per la raccolta di fondi da destinare alla Casa del Sole di Mantova. Le opere all’asta saranno visibili in mostra. I disegni saranno esposti nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, sede degli Amici dei Musei, in Via Claudio Monteverdi 1, Mantova, dal 24 aprile 2009 e saranno visibili al venerdì, sabato e domenica fino al giorno fissato per l’asta.
Orari: venerdì 15,30–17,30, sabato e domenica 10,00–12,30/15,30-18,00
 

IL MESSALE DI BARBARA

CILCCA QUI PER VEDERE LE FOTO E CONOSCERE LA STORIA DEL MESSALE

Il Lions club Barbara Gonzaga ha presentato presso la Basilica Palatina di Mantova la seconda edizione del codice miniato "Messale di Barbara Gonzaga".

L'iniziativa culturale ha come nobile intento quello di aiutare i bambini autistici dell'Associazione Casa del Sole Onlus.  Per questo i soci del Club hanno voluto proporre come iniziativa di raccolta fondi, anche grazie al contributo di Mantovabanca 1896 una seconda edizione  del prezioso Codice Miniato.

Da olte un anno è iniziato il lavoro di ricerca condiviso dagli autori: Giuse Pastore studiosa di storia dell'arte mantovana che ha approfondito l'apparato miniaturistico mentre monsignor Giancarlo Manzoli ha esamito l'aspetto codicologico e liturgico del messale.

Il Messale è in vendita presso la Casa del Sole al costo di 50,00 €

L'architettura:

- Villa dei Vetri (1873 - stile tardo gotico ridondante di elementi decorativi) a S. Silvestro- MN; sede istituzionale della Casa del Sole

- Palazzo Valentini (palazzo neoclassico con interni del 500) a Mantova (CSE Accoglienza), donato dalla Sig. Dora Montani Capello;

- Villa Dora (dimora signorile ottocentesca) a Garda, donata dalla Sig. Dora Montani Capello.(CASA PER FERIE "Villa Dora", CEOD "Villa Dora", CREDEv "Il sorriso"),

La musica:

Ogni anno alcuni musicisti mantovani offrono il CONCERTO DI NATALE agli amici del C.S.E. Centro Accoglienza di Mantova.

Nel Natale 2003 numerosi cantanti e complessi mantovani in collaborazione con il Lion Club di Virgilio hanno realizzato per la Casa del Sole il CD "Accendi la tua luce" di musiche e canti natalizi.

L'arte figurativa

Da sempre è stato molto forte il legame che ha unito la Casa del Sole e il prof. Alessandro Dal Prato, insigne pittore, scultore e medaglista mantovano, fondatore dell'Istituto d'Arte di Guidizzolo e autore di volumi e testi scolastici di educazione artistica per le scuole medie.

- Presso la sede di Palazzo Valentini è conservata una sua pala d'altare raffigurante la crocifissione.

- Sempre a Dal Prato si deve la realizzazione della "Placchetta" bronzea che oltre a ricordare Vittorina Gementi propone in una sintesi efficace l'attività della Casa del Sole.

- Presso la Casa del Sole sono pure presenti opere dello scultore mantovano Antonio Baraldi e della pittrice Nadia Rossi. che da alcuni anni collabora con il nostro Centro. A lei si deve la cura dei calendari degli anni 2003 e 2004.

- Il Vescovo di Mantova Mons. Egidio Caporello ha donato alla Casa del Sole un portalampada votivo creato dal pittore e scultore mantovano Andrea Iori in occasione del giubileo diocesano (804-2004)

Per informazioni
Tel: 0376 47 97 14
e-mail:
donatori@casadelsole.org

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IL MESSALE DI BARBARA
L'OLTRAGGIO E LA RAGIONE
Il crocifisso
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