LA STORIA DI ELISA

 
Caro Diario,

il mio desiderio più grande è quello di vedere mia sorella camminare.

 

Lei ha cinque anni ed è nata a Desenzano del Garda nel 2006. Quando mi hanno dato la notizia che mi stava arrivando una sorellina, ero contentissimo, ma quella tragica sera non l’ho dimenticata: è arrivata l’ambulanza, mia madre non aveva ancora ripreso conoscenza e aveva perso molto sangue. Dopo un’oretta circa, ho ricevuto la telefonata da mio padre: era nata Elisa, mia sorella.

 

C’era un problema: mia sorella faceva fatica a respirare ed hanno dovuto portarla a Mantova, nella camera intensiva, dove l’hanno intubata per darle ossigeno; dopo circa una settimana l’hanno spostata nella seconda camera intensiva dove l’hanno intubata ancora, finché non è passata nella terza camera intensiva dove è stata due settimane e poi è stata riportata a Desenzano del Garda, finalmente un giorno ci hanno telefonato e ci hanno detto: “Potete venire a prenderla”. Ero contentissimo!

 

Dopo un mesetto lei ha iniziato a fare fisioterapia e come “compito” a casa bisognava farla giocare e muovere su un tappeto di gomma: questo era il mio compito.

Ora, lei continua ancora a fare fisioterapia e deve usare un tutore per due ore ogni giorno ed ancora oggi questo è il mio compito.

Ha iniziato anche a fare logopedia e nell’ultimo periodo i suoi discorsi sono più sensati di quelli dell’anno scorso ed è più comprensibile, grazie a me, ai suoi genitori e alla sua logopedista: le abbiamo insegnato nuove parole. Ama farsi fotografare e vuole fare tutto quello che facciamo noi (le cose più banali): chiudere la porta, vuotarsi l’acqua, bere da sola (che ha appena imparato a fare) e purtroppo schiacciarsi i biscotti insieme a me, perché lei beve ancora latte e biscotti come i neonati.

 

Elisa ama molto usare il computer insieme a me, passa delle giornate davanti ad esso; un’altra cosa che lei ama fare con me è ascoltare la musica con l’ipod e le cuffie. Spesso mi dice una frase che vorrei sentirmi dire all’infinito: “Gianluca, ti voglio bene”.

Questa frase, che io ricambio pienamente, dimostra l’amore e la bontà che c’è tra fratelli (non in tutti i casi).

Lei sta facendo il terzo anno d’asilo ed il prossimo anno, entrerà alla Casa del Sole, dove potrà fare tutti i giorni fisioterapia, logopedia ed imparare a parlare con gli altri bambini/e & ragazzi/e con i suoi stessi problemi.

 

La visita per entrarvi l’ha fatto circa un mese fa; l’hanno filmata mentre si rotolava per terra su un tappeto. Diciamo grazie alla sua maestra di sostegno, Anna dell’asilo, che la segue dal suo primo anno d’asilo e alla sua personal, Stefania, che la segue da quest’anno e la fa giocare tutte le mattine tranne il martedì ed il giovedì che va a Mantova a fare fisioterapia.

 

Sono sicuro che col passare del tempo stando alla Casa del Sole tutti i giorni, tranne il sabato e la domenica, dalle 9 alle 16 e facendo tutte le attività educative e riabilitative, un giorno Elisa camminerà ed io dovrò prendermi cura di lei.

 

Quando compirà 18 anni, andrà a Castiglione delle Stiviere, dove starà per una piccola parte della sua vita, finché non tornerà a casa “sua”, dai suoi genitori e, quando questi non ci saranno più, lei verrà a vivere con me e la mia futura famiglia.

Io le ho voluto, le voglio e le vorrò sempre bene.

 
 

Gianluca fratello di Elisa

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