LA STORIA DI MATTEO

Dopo Marco, un bambino speciale che è cresciuto senza avere o creare alcun problema, era un desiderio naturale avere un altro figlio. Già dai primi giorni di vita di Matteo, però, abbiamo capito che “quando succede” ti rendi immediatamente conto che la vita ti ha riservato una “bella” sorpresa (successivamente ci sarebbe stato detto che Matteo era affetto da sindrome di “Arnold Chiari” con un ritardo cognitivo importante). Dover tornare a casa dall’ospedale senza di lui ci ha creato grande preoccupazione, perché ci siamo sentiti proiettati in un mondo sconosciuto che, da quel momento in poi, ci avrebbe obbligato ad affrontare problemi “diversi”.

 

Il passare del tempo ci ha resi consapevoli che anche Matteo era un bambino speciale, nel senso che soprattutto nei primi due anni di vita ha avuto bisogno di particolari attenzioni, cure e controlli medici che ci aiutassero a capire la sua sofferenza fisica e soprattutto a comprendere come potevamo aiutarlo a crescere. Il fatto di gestire un bambino che difficilmente riesce a comunicare i suoi reali bisogni è stato vissuto in famiglia serenamente, anche se non sempre le situazioni da affrontare erano semplici.

 

Dopo un intervento chirurgico che gli ha alleviato il dolore fisico, e passati i primi due anni di vita in cui Matteo aveva soltanto bisogno di cure e piangeva continuamente, finalmente è iniziato il periodo in cui rispondeva alle nostre attenzioni e sollecitazioni non con parole, ma con sorrisi e con borbottii. Finalmente a tre anni ha iniziato a fare i suoi primi passi. 

 

Su consiglio dei medici Matteo ha iniziato molto presto la sua carriera scolastica (3 anni di nido e 5 di scuola materna). È stato un periodo che abbiamo trascorso molto bene perché abbiamo sempre incontrato persone e ambienti adeguati alle sue necessità e ai suoi bisogni reali, molto diversi da quelli dei bambini della sua età.

 

L’ingresso nella scuola elementare è stato un momento molto difficile della nostra vita familiare perché ci siamo sentiti poco sostenuti e poco aiutati nell’affrontare la “diversità” del nostro bambino del quale non riuscivamo a cogliere alcun progresso. Grazie a dei nostri amici, che a loro volta vivevano una situazione simile, abbiamo conosciuto la realtà della Casa del Sole, incontrando per la prima volta il dott. Cantadori, (Direttore Sanitario storico della Casa del Sole. 1936-2011), che per noi è stato, ed anzi è tutt’ora, un ANGELO CUSTODE.

 

Dopo molte peripezie e anche contro il parere dei medici che in quel periodo seguivano Matteo e che ci facevano notare la distanza da Curtatone di Mantova (infatti abitiamo poco fuori Verona), il nostro bambino ha iniziato a frequentare la Casa del Sole. 

La nuova scuola ha realmente riportato il “Sole” nella nostra vita, dopo molti “giorni di pioggia” perché da subito Matteo ha incontrato insegnanti, medici, terapisti, operatori, amici e un ambiente ideale ed ha ritrovato la serenità facendola ritornare anche in famiglia.

 

In questi anni trascorsi insieme Matteo, grazie alle molteplici attività che gli sono state offerte, è cresciuto nelle conoscenze e nelle relazioni; ora è un ragazzo che sta terminando il suo percorso scolastico e fra poco dovrà lasciare questa scuola.

La nostra speranza è quella di poter affidare nostro figlio a persone che riescano a valorizzare le conoscenze acquisite alla Casa del Sole, alla quale diciamo grazie infinite!    

 

 mamma Cristina e papà Tiziano

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