COME AFFRONTIAMO LA VITA

Portare un bicchiere alla bocca, lavarsi i denti, prendere in mano una biro e scrivere su un foglio di carta un numero di telefono o un pensiero, premere un interruttore, eseguire un rapido conto: sono tutte operazioni quotidiane che spesso facciamo senza neppure pensarci, magari lamentandoci perché non troviamo subito la chiave giusta che ci permette di rientrare in casa.

Per un bambino con ritardo mentale e/o danno cerebrale tutte le operazioni che sono comunemente semplici, quando non banali, richiedono concentrazione, sforzo, impegno e molto spesso questo non è sufficiente a raggiungere lo scopo desiderato. Il braccio non arriva a prendere il bicchiere, la mano non si apre come dovrebbe, le dita finiscono con il comporre numeri sbagliati, il mondo appare come un puzzle fatto da migliaia di pezzi che non si sa da dove cominciare ad ordinare.

Il senso di impotenza e la frustrazione, il dolore provocato da muscoli che si contraggono involontariamente, lo scoprire ogni volta che l'oggetto da raggiungere è un po' troppo lontano, la difficoltà a capire qualcosa in un mondo che è tanto complesso e difficile da decifrare, alimentano emozioni e sentimenti che  metterebbero a dura prova  anche persone normalmente abili.

Proprio per questo colpisce che i bambini e i ragazzi della Casa del Sole, che questi stati d'animo li vivono ogni momento e ogni attimo della loro esistenza, non si perdano d'animo, siano pronti a ricominciare ogni volta daccapo, e mostrino un grande coraggio nell'affrontare la quotidianità di questa condizione di vita e che i piccoli successi apparentemente ovvi, diventino i grandi traguardi frutto d'impegno e lavoro.

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