ESPERIENZA IN TENDA

Una notte in tenda!
Quando i desideri diventano possibili


L'anno vissuto insieme aveva portato tutti e quattro i miei ragazzi a conoscersi e agire con curiosità fra di loro, nelle attività e nel quotidiano. Anche noi educatori all‘interno del gruppo eravamo diventati un solido riferimento per loro.

 


Nel ripensare a ciò che avevamo fatto e condiviso durante i mesi di scuola insieme, a come erano i ragazzi a settembre, ottobre ... e poi a come eravamo riusciti a diventare gruppo e a stare insieme bene ognuno portando le proprie caratteristiche, i propri modi, le proprie difficoltà, ecco che ora, arrivati a maggio, potevamo permetterci di cercare di affrontare qualcosa di nuovo.


Volevamo che i ragazzi, forti delle emozioni che erano emerse, potessero provare un eseprienza  avventurosa e gratificante al contempo.
Ai nostri ragazzi piaceva molto camminare e T. in carrozzina era ancor più curioso e desideroso di raggiungere tutto ciò che avrebbe potuto; inoltre tre di loro non avevano mai dormito fuori casa senza i genitori: riuscire a vivere bene questa novità insieme agli amici di scuola ed insieme a noi educatori avrebbe significato qualcosa di importante, fortemente educativo. Dormire insieme in un luogo diverso da casa, lontano da papà e mamma ma con i propri amici dopo aver fatto cose nuove e belle: potevamo provarci, eravamo pronti per un soggiorno in montagna.

 


Nello scegliere e valutare alcuni luoghi conosciuti in cui realizzare questo desiderio, nel valutare rischi e possibilità a cui ci esponevamo, è successo che il progetto ha avuto una svolta. Confrontandomi con Stefano, un altro educatore, ci siamo resi conto che anche per la sua classe di ragazzi poteva essere valida un‘esperienza simile, ma Stefano ci ha spiazzato dicendoci: "Anche uno dei miei ragazzi ha un desiderio: ritornare a dormire in tenda come aveva fatto con la sua famiglia durante il terremoto".
Detto, fatto: avremmo realizzato insieme un campeggio a scuola! Il desiderio di P. stravolgeva la meta, ma aggiungeva al progetto iniziale una semplicità ed una familiarità con il luogo che avrebbe permesso ai ragazzi di affrontare con maggiore serenità l'avventura.
Non avremmo visto le montagne, ma avremmo giocato insieme in modo nuovo ed atteso il buio davanti al fuoco; non avremmo dormito in una stanza d'albergo, ma vicini uno all'altro in una tenda montata da loro stessi.

Abbiamo iniziato in classe a parlare di dormire tutti insieme una notte senza genitori, ma con gli amici; ad alcuni ragazzi si sono illuminati gli occhi, agitazione e incredulità insieme: "là... tenda?" chiedeva I. indicando il giardino, T. scuoteva la testa ancora incredulo che si potesse vedere questa cosa chiamata tenda. Occorreva una prova concreta.

 


Il giorno prima della data del campeggio, insieme al gruppo scout di Montanara, i ragazzi aiutati dai loro coetanei hanno srotolato le tende, messo i picchetti a terra con il martello, portato i materassini dentro la grande tenda candese da sei posti: qualcuno ha iniziato a sorridere poi a ridere, qualcuno si è fatto stretto vicino ad un altro ad imitare che avremmo dormito vicini, dicendo "mamma no", qualcuno ha preso la sua pallina ed ha familiarizzato col posto osservando e toccando.

 


Sì,  quella sarebbe stata proprio la nostra casa. Sono iniziati i preparativi: la legna per il fuoco della sera, le panche, la sacca della piscina da preparare per nuotare insieme nel pomeriggio, i tavoli da sisitemare dove mangiare la pizza. Ogni preparativo ci faceva vivere ed avvicinare alla novità. Abbiamo coinvolto anche le famiglie affinchè preparassero insieme la valigia del breve soggiorno: i vestiti, un pigiama, una pila.
Il giorno del campeggio c'era serietà, euforia, titubanza... forse anche paura, ma i ragazzi sono riusciti a gestire  in maniera adeguata ciò che si dischiudeva piano piano; abbiamo trascorso una bella giornata giocando e facendo il bagno insieme, fatto festa insieme mangiando una pizza ed accendendo il fuoco. Qualcuno ha ballato, altri con la pila hanno corso meravigliati nel vedere la scuola al buio, qualcuno non si è mai, mai seduto e qualcun altro si è addormentato vestito.



La buona notte ed il buon giorno sono arrivati per tutti in momenti diversi, ma con il sorriso sulle labbra: uno accanto all‘altro si sono ritrovati vicini al tavolo della colazione pieni di gioia e noi grandi insieme a loro.

 

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