PSICOMOTRICITà

Psicomotricità
L'educazione psicomotoria si propone di aiutare il bambino nello sviluppo delle capacità relazionali, nella presa di coscienza del proprio corpo, nella progressiva strutturazione dello schema corporeo, nella conoscenza della realtà attraverso l'organizzazione dell'attività percettiva e nell'orientamento spazio-tempo.

La corporeità è soprattutto comunicazione: è il luogo privilegiato di tutto l’esprimersi della persona, è il gesto che esprime tutta la relazione con il mondo, è il modo personale di vedere questo mondo, di sentirlo, ne è eredità, educazione, ambiente e costituzione psicologica… è il nostro ingrediente indispensabile, è il nostro prendersi cura, ponendoci con il bambino.

Il bambino con cui lavoriamo è colui che ha bisogno di recuperare capacità perdute o mai acquisite per un qualsiasi evento patologico che non gli permette di utilizzare appieno le proprie capacità motorie e cognitive e di costruire un rapporto armonico con il mondo che lo circonda.
Alterati possono essere i rapporti spaziali a causa di una perdita di capacità motorie, come avviene nella spasticità, della comparsa di movimenti parassiti come avviene nel distonico o nei tics, o di manifestazioni motorie interattive senza che sia evidente sia agli altri che allo stesso soggetto un obiettivo, uno scopo da raggiungere come avviene nell’autismo o nel ritardo mentale.
 
Il rapporto spaziale perde i suoi confini, ponendo il bambino in un mondo senza punti di riferimento. Questa nebulosità spaziale si ripercuote anche sul senso del tempo. Non esiste più un’esperienza passata alla quale qui ed ora fare riferimento per un’azione futura. In conseguenza di tutto ciò non è più possibile adeguare le risposte motorie, comunicative e comportamentali alle istanze ambientali. Il gesto, non l’atto motorio, perde la significatività; i comportamenti motori, verbali, emotivi non hanno più una collocazione, un significato.
 
Ecco che allora il nostro intervento è quello di introdurre o reintrodurre il bambino in un tempo ed uno spazio ben determinati sui quali costruire nuove esperienze.

Psicomotricità in acqua
La Psicomotricità in acqua si rivolge a bambini che presentano distorsioni dello sviluppo e problematiche di tipo relazionali.
L'acqua in quanto elemento facilitatore della relazione consente di lavorare sulla costruzione del dialogo tonico come mezzo di relazione primaria.
Permette inoltre la promozione della condivisione emotiva ed esperienziale tramite giochi che consentono l'integrazione tra l'aspetto somatico e quello psichico; favorisce la comunicazione e sollecita l'apprendimento di semplici regole e la generalizzazione delle competenze acquisite

Laboratorio Psicomotricità prescrittura  
Nell'intera esistenza la Voce è il gesto udibile attraverso il quale l'essere umano si riconosce e afferma le sue sensazioni, le sue emozioni, le sue strutture di pensiero, il suo esistere. Accogliere la voce significa sciogliere il corpo dalle sue tensioni; liberarla è affermarsi.

Il Laboratorio prevede il coinvolgimento di un gruppo di bambini dai sei ai nove anni attraverso la proposta di esperienze psicomotorie capaci di coinvolgere il corpo e la voce.
Finalità del laboratorio è di mettere in relazione l'evento sonoro con le percezioni interne ed esterne che il movimento produce su ciascun bambino, per creare armonia tra suono-ritmo-parola-azione.

Riuscire ad impostare un percorso di prescrittura partendo dai vocalizzi associati alla costruzione delle lettere con il corpo, emissione di vocali e sillabe associate all'organizzazione spaziale e temporale, costruzione col corpo di parole e riconoscimento grafico delle stesse.

 

In fondo alla pagina potete scaricare l'articolo di approfondimento in pdf di Raccontami numero 58 "Il corpo è anche voce".

 

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