DIARIO DALLA CASA DEL SOLE 17 - UNA DISTANZA CHE UNISCE

 

 
Credo che ogni cosa che ci accade ci possa insegnare qualcosa, ed è proprio quello che è successo alla nostra equipe di lavoro quando abbiamo iniziato a convivere con l'allarme Coronavirus.
 
All'inizio il CDD è rimasto aperto e ci siamo attrezzati a lavorare con i nostri ragazzi con mascherine e guanti cercando di mantenere il più possibile le distanze, pur sapendo benissimo che il nostro lavoro, fatto di contatti e relazioni quotidiane, non lo permetteva. Poi, dopo la chiusura, c'è stata una vera svolta professionale. Tutti noi ci siamo messi all'opera da subito per esserci per loro anche a casa. Abbiamo cercato e scoperto metodi e mezzi nuovi di relazione.
 
Ci siamo attivati per collegarci con una piattaforma informatica tra di noi e abbiamo supportato le famiglie nell'installazione della stessa per metterle in contatto con noi.
La relazione ed il contatto quotidiano sono infatti la base della nostra professione ed il nostro obiettivo è stato quello di organizzarci per mantenerli il più possibile, anche se a distanza.
 
Abbiamo scoperto che questa emergenza poteva essere occasione di crescita umana e professionale e ci abbiamo creduto da subito, come singoli e come equipe di lavoro.
Il confronto e le diverse abilità messe in campo da ognuno di noi ha arricchito l'altro. La crescita è stata costante e continua anche in questi giorni. Stiamo continuando ad imparare.
 
Vedere colleghi che registrano video di lavoretti, canzoni, letture per i nostri ragazzi ci fa rendere orgogliosi di quello che siamo. Infatti questo virus non ha cancellato la nostra professione e la nostra missione. Noi lavoriamo per loro e continuiamo a farlo.
La soddisfazione di vedere i nostri ragazzi e le famiglie felici davanti al PC mentre parlano con noi ci dà la forza di andare avanti in questo percorso.
 
Questo periodo di distanza forzata ci fa capire ancora di più il valore della relazione e del contatto. Ne usciremo tutti arricchiti, ne sono convinto, e avremo scoperto cose di noi e degli altri che non avremmo immaginato prima.
Quindi questo virus che ha provato ad allontanarci alla fine ci ha fatto avvicinare.
 
Daniele Tarter
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