DOSSIER - STORIE DI EMOZIONI - DAL NUMERO 70 DI RACCONTAMI

Dal Dossier “Storie di Emozioni, quello che le parole non sempre dicono" del numero 70 di "Raccontami" periodico della Casa del Sole

Mai come in questi tempi si parla, forse troppo, di emozioni e del bisogno che abbiamo di emozionarci per uscire dalla routine quotidiana, perché si pensa che una vita che non regala emozioni non sia un vita autentica, attraente, piacevole. E poiché di vita ne abbiamo una sola, tante persone ritengono sia giusto non negarsi alcuna emozione.
Proprio per questo le emozioni e l’emozionarsi sono diventati pervasivi della nostra esistenza; la scarica di adrenalina ci rende dipendenti, al punto che provare continuamente emozioni sembra essere diventato un bisogno. Non ne possiamo fare a meno.

Tutto, attorno a noi, sembra sostenerci in questa continua ricerca di emozioni. Ne siamo affamati e tendiamo a bruciarle rapidamente perché abbiamo bisogno di provarne sempre di nuove. Volendo usare una immagine, si potrebbe dire che le emozioni sono come i fogli di carta quando bruciano: prendono subito fuoco, generano una bellissima fiamma, ma nel giro di pochi attimi di quella fiamma abbagliante non resta nulla.
Le emozioni tanto velocemente nascono quanto rapidamente svaniscono; le dimentichiamo nel soprassalto di altre emozioni e tanto meglio se quelle nuove sono ancora più adrenaliniche, così da farci sentire vivi ed uscire dal torpore del giorno dopo giorno.

Anche nella nostra comunicazione social le emozioni sono pervasive: le emoticons e gli emoji (per intendersi quelle che comunemente chiamiamo faccine) hanno assunto una importanza rilevante, perché comunicano i nostri stati d’animo senza neppure il bisogno di verbalizzarli, di descriverli con le parole.
Questo fa sì che le stesse emozioni si appiattiscano. Nel bisogno di fare presto, finiamo con l’omologarle e il semplificarle, riducendole a segni ai quali, con l’andare del tempo, non facciamo neppure più caso e che spesso si prestano a generare equivoci. Chi studia i social infatti, ha osservato che soprattutto per quanto riguarda gli emoji, molti di essi vengono utilizzati per esprimere emozioni che sono del tutto diverse da quelle che, in realtà, si propongono di comunicare.

La possibilità di equivocare certe emozioni, indipendentemente dalle faccine che le esprimono in modo simbolico, è parte della quotidianità di ciascuno.



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