Come ogni anno a metà giugno, la Casa del Sole ha vissuto un momento di grande festa: otto ragazzini e quattro ragazzine hanno ricevuto il dono della Prima Comunione. La cappella era vestita a festa, ricca di fiori e addobbi per accogliere i giovani, i genitori, i parenti e i tantissimi amici accorsi per gioire insieme a loro.
I ragazzi si sono preparati a questo giorno speciale per diversi mesi insieme ai loro educatori, partecipando all'incontro settimanale in chiesa dove li attendevano la volontaria Flavia e don Marco. Parole, gesti, segni e canti li hanno aiutati a vivere questo importante incontro: accogliere Gesù nel cuore e condividere un grande gesto di amicizia e amore con tutta la famiglia della chiesa.

La celebrazione è stata presieduta da don Cristian Grandelli, con don Marco Zenesini e don Flavio Savasi. Un grazie sincero va al gruppo “Gratitude”, che ha animato la liturgia con canti e musiche, creando un clima di preghiera festosa.
Durante l'omelia, don Cristian ha sottolineato come la figura della fondatrice Vittorina offra un regalo profondo attraverso la pagina del Vangelo, utile a comprendere lo stile missionario di Gesù, riassunto in tre caratteristiche fondamentali:
Lo sguardo, non quello degli occhi, ma del cuore. Lo sguardo di Gesù fa vedere chi è Invisibile, proprio come comprese Vittorina tanti anni fa, quando troppi bambini e famiglie c'erano ma nessuno li vedeva. L’Eucarestia serve proprio ad avere lo sguardo di Gesù. Il sacerdote ha invitato le famiglie a portare i figli nelle comunità: «Trovate una modalità perché possano vivere l’Eucarestia; tutti siamo presenti nel cuore di Dio».
La compassione, lo sguardo del cristiano accoglie l'altro per quello che è, portandolo nella propria vita e sulle spalle, in modo ricco di speranza.
Mai da soli, il cristiano non agisce mai da solo. Gesù ha scelto dodici apostoli, proprio come dodici sono questi ragazzini. Loro possono fare la differenza e testimoniare il Vangelo nei loro paesi non per quello che fanno, ma per quello che sono, attraverso sguardi, sorrisi e gestualità. Il loro cuore, a differenza del nostro, è buono, senza pregiudizi e senza paura.

La festa si è conclusa con un meraviglioso momento conviviale in villa e in giardino. Per i "Dodici" — Edoardo, Samuele, Sebastian, Mirko, Irene, Adele, Aurora, Cristian, Matteo, Matteo, Noemi e Riccardo — c'era un meritatissimo posto d’onore in villa.
