UN VOLONTARIO SI RACCONTA

Per la pagina dei volontari del numero 68 di Raccontami abbiamo pensato di fare una chiacchierata con Norberto Ferrarini detto “Ferro”. Una persona speciale, carica di tanta energia, volontà ed ottimismo che da alcuni anni passa un paio di giorni della settimana a sistemare il parco della Casa del Sole.

 

Ecco uno stralcio dell'articolo:

"Dopo gli studi ho iniziato nel 1971 a lavorare in Banca Agricola Mantovana e ho finito la mia esperienza lavorativa, sempre lì, dopo 37 anni, per andare in pensione. Durante tutti questi anni ho sempre cercato di lavorare, divertendomi; obiettivo ambizioso, ma credo di esserci riuscito.
Ho sempre privilegiato i rapporti umani, e proprio per questo ho avuto molte soddisfazioni. Anche qualche grossa delusione, che ho sempre cercato di superare con l’ottimismo.
Nel 2008 sono andato in pensione e ho iniziato il più bel mestiere del mondo: fare il nonno! Insuperabile, mi ha riempito di gioia e non ho mai rimpianto il fatto di non lavorare più.
Ho iniziato a frequentare il canile di Mantova per portare a passeggio i cani durante i pomeriggi.

Poi mi sono detto: hai altri due giorni liberi da poter spendere, dove puoi andare?
La risposta è stata immediata: alla Casa del Sole. Perché proprio quella? Almeno per due validi motivi; il primo è che ho avuto la grande fortuna di aver conosciuto Vittorina Gementi. Era una cugina di secondo grado di mio papà e d’estate ci veniva a trovare a Baselga di Pinè in Trentino, dove io trascorrevo un mese nella colonia del comune.
Facevo arrabbiare almeno per tre! Al suo arrivo le maestre gli raccontavano tutte le mie imprese e lei, con quel suo beato sorriso sulle labbra, mi prendeva in disparte e mi diceva: Mauro cerca di fare un pochino meno arrabbiare le maestre, non dico di fare sempre il bravo, ma almeno un po’.
Finiva sempre col darmi una carezza, che ricordo ancora insieme al suo bellissimo sorriso.
La seconda motivazione è che ho sempre cercato di sostenere la Casa del Sole con piccoli contributi annuali e col 5 per mille.
Devo dire che l’inizio è stato duro, i primi due mesi ho faticato ad integrarmi coi ragazzi; poi piano piano, ho visto come tutti i dipendenti agivano giornalmente; con dolcezza, professionalità e tanto affetto nei confronti di tutti, e mi sono lasciato coinvolgere dai loro sorrisi, gesti o parole. Bellissimo! Oggi non potrei farne a meno. Se salto un turno cerco di recuperarlo perché mi manca.

Il lavoro di giardinaggio non finisce mai; con tutte le piante e i prati da curare in questo bellissimo parco, non c’è un giorno che possa dire che mi manca il lavoro. Ce ne sarebbe almeno per altri due volontari! Speriamo che arrivi qualcun altro a cui trasmettere le mie conoscenze.

Però io ho 67 anni, per cui, “ragazzi del 51”, se qualcuno leggendo queste righe ci vuole provare, io mi metto a sua disposizione per seguirlo e capire se può iniziare una esperienza veramente positiva, unica nel suo genere, e che può dare soddisfazioni impareggiabili.
Solo vivendole si può capire questo concetto.
Un arrivederci alla Casa del Sole."

 


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